Ansia da prestazione per “inserimento” alla scuola media!
Ma l’ansia è più la mia o la sua?!?

Sommersi da dubbi amletici e passaggi esistenziali…a cavallo tra i 10 e gli 11 anni ci troviamo ad un soffio      dall’ inizio delle  Scuole Medie e con loro della pre-adolescenza!

Altro che i terribili due, sono arrivati i “TEMIBILI 11” 

E se un tempo ai nostri genitori bastava sbirciare nei diari segreti in nostra assenza per carpire informazioni, oggi siamo vittime di telefonini con password a limitare i dettagli della vita dei nostri figli.

la prima media
la prima media

A parlarcene è mia sorella Ilaria che ci spiega come sopravvivere a tutto questo, ma soprattutto come affrontarlo, aiutando i nostri figli a comprendere che possiamo diventare sempre più complici e (quasi) amici.

Perché il passaggio dalla scuola primaria a quella secondaria di primo grado (le medie) segna l’inizio di un nuovo capitolo e di un grande cambiamento per ogni bambino.
Il primo passo verso l’indipendenza, non più bambini ma “ragazzini”… Davanti a loro non ci saranno più Maestri ma Professori, nuovi compagni, tanti compiti e materie nuove, da studiare ogni giorno anziché nel fine settimana, un’autonomia da costruire e maggiori responsabilità da affrontare.

Fortunatamente questo passaggio non è sempre fonte di stress e ognuno lo affronta  in modo differente. E’ quindi necessario non enfatizzarlo troppo in famiglia, ma parlare di questo cambiamento come di una cosa ciclica e naturale, per rasserenare e tranquillizzare il ragazzo.

Anche perché, ammetiamolo, il passaggio è più duro per noi genitori. Presa coscienza che termineranno le odiatissime chat di classe delle mamme, acquisiamo la consapevolezza di perdere con esse parte del controllo, didattico e non, che abbiamo sui nostri figli.

Instaurare un rapporto di fiducia reciproca diventa sempre più essenziale, di fronte a noi non ci sono più piccoli bambini amorevoli da accudire, ma persone che stanno maturando e formando una loro individualità. Il loro atteggiamento è sempre più instabile e mutevole, l’allegria, la spensieratezza, l’affetto e la felicità lasciano spesso il posto alla tristezza, alla distanza e ai musi lunghi immotivati. E subito riaffiora il film di animazione Inside Out che ci insegna come nella mente di un preadolescente le emozioni (gioia, tristezza, rabbia, disgusto e paura) si alternino senza alcun senso logico.

Infatti dagli 11 ai 13 anni comincia quella che viene chiamata preadolescenza o adolescenza vera e propria, questa è la fase in cui i bambini diventano ragazzini perchè si comincia a diventare se stessi. In questo periodo, oltre ad essere frequenti gli sbalzi di umore, iniziano i conflitti e le discussioni, che altro non sono in realtà che una ricerca di maggiore autonomia.

Noi genitori dobbiamo cercare di “giocare la partita” con loro, non mettendoci in ruolo di superiorità e negatività, dando solo divieti e regole, che come reazione produrrebbero solo rabbia e ostilità nei nostri confronti, dobbiamo piuttosto trovare dei punti di incontro, concedere conquiste in cambio di altro, portarli ad una maturità più consapevole.

I NUOVI AMICI

Con la scuola media arriveranno nuove amicizie con le quali, oltre alle ore scolastiche, i nostri figli vorranno accompagnarsi anche fuori ed iniziare ad uscire da soli. E qui potrebbero iniziare i problemi, perché per uniformarsi ed essere accettati potrebbero sbagliare e commettere atti errati e pericolosi.

Osservare e controllare gli amici con i quali i nostri figli cercheranno di circondarsi diventa a questo punto di fondamentale importanza. Perché per conformarsi al gruppo dei pari, tenderanno a fare quello che faranno questi ragazzi, dal modo di vestire, a quello di parlare sino ad avere gli stessi comportamenti, giusti o sbagliati che siano.

Con le nuove amicizie, cambierà la percezione di tutto e ogni giorno torneranno da scuola delusi o arrabbiati per qualcosa. Piangeranno spesso per sciocchezze e faranno tragedie per piccoli litigi tra compagni, bisognerà ascoltare e basta senza intervenire, perché nel giro di poco avranno chiarito e non ricorderanno neanche il motivo del litigio. E’ comunque opportuno non minimizzare ciò che per nostro figlio è tanto importante, ma rassicurarlo aiutandolo a dare voce a quello che lo turba.

Non bisogna cedere a tutte le richieste ma negoziare, confrontarsi, discutere e cambiare con loro come genitori, sempre presenti e consapevoli delle loro nuove necessità, cercando di non essere esasperanti e di non buttarci in liti furibonde. La libertà si raggiunge non di scatto ma con passaggi graduali, e noi siamo il mezzo attraverso cui i nostri figli diventeranno adulti.

Bisogna anche prepararsi ad affrontare possibili bugie, perché è proprio tra gli 11 e i 13 anni che molti ragazzini cominciano a mentire ai genitori, anche i più sinceri ed aperti al dialogo, anche se apparentemente non sembrano essere in difficoltà, tendono a raccontare solo parte dei fatti. In questo caso noi non dovremo mai dare nulla per scontato e fare squadra con altri genitori ed insegnanti, che saranno i nostri occhi all’interno della scuola.

LO STUDIO

L’ ambiente della scuola media sarà totalmente diverso agli occhi dei nostri figli. A partire dalle aule asettiche ed organizzate differentemente, da come fino ad ora loro erano stati abituati, sino al metodo di studio ed ai molteplici docenti che si alterneranno nelle ore scolastiche scandite dai 55 minuti di durata.

L’apprendimento deve diventare veloce, la concentrazione deve essere altissima, il programma è lungo ed articolato e va rispettato, non c’è il tempo di aspettare nessuno e chi non ce la fa resta indietro. 

Gli alunni giunti alle scuole medie devono aver acquisito una propria autonomia anche rispetto al materiale che dovranno gestire individualmente. Sarà utile aiutarli inizialmente ad organizzare un calendario scolastico per  suddividere giorni e materie. Necessario sarà soprattutto responsabilizzarli nella organizzazioni dei compiti a casa, da anticipare e non rimandare, per poter conciliare una vita non solo scolastica, ma anche sportiva, sociale e familiare.

Aiutarli o fare al posto loro quello che dovrebbero fare da soli per evitare un brutto voto o una nota, non sarà utile a nessuno…dopotutto SBAGLIANDO SI IMPARA e una insufficienza non ha mai fatto male a nessuno.

Uno degli obiettivi principale di questa scuola di transizione è quello di portare i ragazzi a diventare maturi e responsabili, e questo vuol dire anche insegnarli che chi sbaglia avrà delle conseguenze.

NOI GENITORI

L’importante per noi genitori è essere consapevoli della nuova prova cui siamo chiamati, del fatto che ci sarà d’ora in poi sempre meno spazio per noi e che i muri che i nostri figli alzeranno dovremo provare ad abbatterli con la nostra forza e il dialogo in famiglia, perché inizierà il loro spazio, inizieranno a definire i loro confini, il loro IO.

Parlare, parlare, parlare di tutto, del sesso, della droga, del bullismo, dei pericoli della vita… perché è la parola l’unico mezzo che abbiamo per indirizzarli verso le giuste vie e per fargli capire che noi ci siamo.

E noi genitori no, non siamo pronti, ma dobbiamo esserlo.

la prima media
la prima media

Zaini per la scuola media, cosa scegliere? Uno zaino bellissimo che piaccia al ragazzo/a, ma anche super capiente, per contenere libri, materiale, tablet… ultra robusto, con spallacci morbidi e schienale rinforzato, per salvaguardare spalle e schiena e dare comfort totale.

Jacopo ha scelto lo zaino Mitama Unlimited, che garantisce uno spazio senza limiti, ha capienza 30 litri, ed è robusto e leggerissimo. La maxi tasca frontale è chiusa dalla caratteristica megazip, perfetta per oggetti personali come diario, astuccio, smartphone e snack. La tasca laterale elastica in neoprene è ideale per bottigliette e ombrellini.

Inoltre il tessuto waterproof, impermeabile all’acqua a prova di pioggia e temporali!

la prima media
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Jole Ilaria Rossi