Come fare a sfruttare questo tempo ritrovato.

Questo particolare periodo ci costringe ad un forzato fermo che ognuno di noi potrebbe sfruttare per migliorarsi.

Analizzando se stessi, i propri affetti, i rapporti con le persone che fanno parte delle nostre vite…imparando magari a fare qualcosa di nuovo.

Perchè sono fermamente convinta che questo momento sia una vera e propria RIVOLUZIONE, non solo al nostro consolidato stile di vita, ma soprattutto dentro di noi.

Ci siamo lamentati tutti per anni della mancanza di tempo, delle vite frenetiche, delle mille attività che ci portavano a correre per tutte la giornate lavorative delle nostre settimane, e adesso che queste corse sono state bruscamente ed inaspettatamente interrotte, siamo incapaci di gestire tutto questo tempo a nostra disposizione.

Ad un mese esatto dall’inizio di questo incubo io RIPARTO da me, da noi, da questo tempo ritrovato del quale dobbiamo imparare a fare “tesoro”.

E’ il tempo di stare a casa, di viverle le nostre dimore non solo di passaggio ma come veri e propri focolari intorno ai quali far ruotare le nostre vite.

E’ il tempo di dedicarsi realmente ai nostri bambini che, come ci siamo detti mille volte, bambini lo saranno ancora per poco e questo periodo sospeso va preso come un DONO nei nostri e nei loro confronti.

E’ il tempo per riscoprire la coppia, o al contrario, per comprendere che forse determinati rapporti sarebbe meglio troncarli per sempre.

E’ il tempo per fare sport con l’ausilio degli innumerevoli tutorial disponibili in rete.

E’ il tempo per prendersi cura di se stessi, spalmarsi più creme del dovuto, fare rilassanti bagni caldi, applicare maschere sui capelli e magari stendere sulle gambe quei benedetti fanghi snellenti che avete in casa da oltre un anno.

E’ il tempo per coltivare, o riprendere in mano, i nostri passatempo: cucina, lettura, giardinaggio, fai da te, pittura, disegno, scultura…

E’ il tempo per ritrovarsi sul divano con il resto della famiglia, per guardare un film insieme, giocare a Monopoly, a nomi, cose e città o a Scarabeo…insegnare ai bambini a saltare nelle mattonelle per giocare a campana o divertirsi insieme con #undutrestella (un, due, tre, stai là…).

È il tempo dell’amore, è un tempo lento, per scoprirsi, ricaricarsi, re-inventarsi. È il tempo dell’apprezzamento di ciò che eravamo, ma ancora di più di ciò che siamo e di ciò che diventeremo.

Penso a come DAVVERO dovremmo godere di ogni singolo attimo che ci è concesso.

Questo tempo ci ha fatto capire l’importanza e il coraggio di chi ha affrontato in prima linea questa emergenza: medici, infermieri, personale ospedaliero, ma anche impiegati nei supermercati, nelle botteghe sotto casa, nei tabacchi, nelle edicole… i corrieri, i trasportatori, gli empori di detersivi, le farmacie, i volontari, TUTTI…GRAZIE siete stati degli eroi.

Questa paura ha portato nelle nostre case e nelle nostre vite, un senso di inquietudine e di angoscia, ma stiamo accendendo luci di speranza e fiducia verso un futuro migliore.

Mai prima d’ora, come in questi ultimi 30 giorni, ho potuto apprezzare la solidarietà, l’unione, l’amore, la speranza, la disperazione, la paura che ci ha accomunato in queste lunghe settimane, accorciando le distanze e unendo con i mille arcobaleni disegnati dai bambini 🌈, gli inni d’Italia cantati e suonati a squarciagola alle finestre, gli hashtag che hanno coinvolto milioni di persone sui social a suon di #andràtuttobene e #iorestoacasa, le splendide iniziative sociali in sostegno alla nostra sanità pubblica. Fino agli aiuti delle industrie italiane che hanno imparato a fabbricare respiratori, mascherine, camici…

il post coronavirus
il post coronavirus

Vorrei che rimanesse indelebile in me ogni singola emozione, l’insegnamento che ne deriva…per un futuro nel quale riusciremo ad apprezzare e ad amare ancor di più i nostri genitori e i nostri nonni, custodi di saggezza e di dolcezza; un futuro nel quale riusciremo ad essere più solidali e meno competitivi, nel quale ci affideremo ai consigli di chi ne sa più di noi, tornando ad acquistare dai negozi, dalle agenzie di viaggio, dalle botteghe.

Un futuro più calmo, più sereno, più consapevole per noi e per i nostri figli.

Come diceva Marcel Proust nel settimo volume del suo “Alla ricerca del tempo perduto” scritto dopo aver vissuto la Prima Guerra Mondiale:

-La vera vita, la vita finalmente messa a nudo e chiarita, di conseguenza la sola vita pienamente vissuta-.

Di chi, come noi, ha riassaporato il TEMPO RITROVATO e non vuole perderlo più!

 ❤️

Ilaria Rossi